Chi Siamo
Lombardia nel Rinascimento è un’associazione culturale senza scopo di lucro fondata nel 2003 da un gruppo di studiosi di storia dell’Università degli Studi di Milano e di altri atenei. Tra le finalità dell’associazione – come recita lo statuto – vi sono la promozione di «attività di studio e di ricerca interdisciplinare sulla storia della Lombardia nell’età del tardo Medioevo e del Rinascimento», nonché l’attenzione verso «una divulgazione storica di qualità, al fine di sensibilizzare e rendere più consapevole l’opinione pubblica e di stimolare una valorizzazione culturale del patrimonio storico della regione», intendendo con questo la “grande Lombardia” dell’epoca tardo medievale e della prima età moderna.

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La mattina del 3 aprile 2022, a 81 anni compiuti da poco, si è spento Giorgio Chittolini, presidente fra l’altro di questa associazione, dedicata a un oggetto storiografico che ben si può dire creato da lui. Dell’eminenza della sua figura di studioso innovatore, di organizzatore di ricerche, di professore e di maestro autorevole ma non autoritario, attento e rispettoso, sempre aperto al dialogo e all’ascolto, mai gerarchico o peggio baronale nella quotidiana pratica accademica e nel rapporto con gli allievi, hanno parlato in molti – alcuni negli interventi che riportiamo di seguito.
Noi lo ricordiamo con la riconoscenza e la nostalgia di chi sa di aver perso un vero amico: rimpiangeremo la sua intelligenza, il suo equilibrio, la sua blanda ironia, il suo ritegno, la sua discrezione, la sua gentilezza. Ma qui vogliamo ricordare, in particolare, il suo impegno in quella divulgazione scientifica di alto livello che rappresenta uno dei nostri obiettivi statutari, e che prese corpo con le storie di città come Pavia, Cremona e Lodi, di “terre separate” come Vigevano, e più in generale nella costante, generosa collaborazione con le amministrazioni locali e con fondazioni d’alto profilo scientifico come quella di San Miniato. Un impegno che era ed è anche civile ed etico: perché la conoscenza della propria storia, e della storia, è essenziale per orientare in tutti i cittadini, e non soltanto negli studiosi, la comprensione e le scelte che ci riguardano, a partire dalla conservazione dei beni culturali.

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Da: Teresa Isenburg <teresa.isenburg@unimi.it>
Inviato: martedì 5 aprile 2022 14:52
A: Franca Leverotti <franca.leverotti@gmail.com>
Oggetto: da Teresa Isenburg

Cara Franca e cara Irene, 
mi dispiace di non potere esprimervi di persona la mia vicinanza in questo momento di commiato da Giorgio.
Ho letto con emozione il vostro annuncio sul Corriere che in modo sobrio riassumeva in una parola l'essenza di Giorgio: storico. Perché Giorgio era storico non solo nella ricerca e nell'insegnamento ma nel suo modo di guardare e vedere il mondo il che gli consentiva una capacità di comprensione e interpretazione profonde. Da sempre, fin dall'inizio dell’Università quando ho conosciuto Giorgio ai seminari di Berengo, era manifesto che Chittolini era un passo avanti e scalini sopra tutti gli altri. Una evidenza che si esprimeva nel cogliere il nucleo delle questioni e nell' essere immune dall'improvvisazione e dalla banalizzazione, c'era sempre la capacità di evitare l'ovvio, di mettere un po' di sale e un sapore imprevisto anche nei temi più quotidiani. Una caratteristica rimasta fino agli ultimi periodi, sfidando la fatica della malattia. La sua intelligenza, la vasta conoscenza, la frequentazione instancabile di biblioteche e archivi, il totalizzante impegno in una mole enorme di lavoro sono noti e visibili a occhio nudo.
Personalmente sono grata a Franca che il 12 gennaio ha avuto la determinazione di promuovere la presentazione dell'ultima raccolta di saggi di Chittolini consentendo a lui e a tutti noi di vivere un momento condiviso in cui Giorgio era nel suo mondo, quello in cui si confrontava sulla ricerca circondato da colleghi e soprattutto dai suoi allievi con i quali costruiva relazioni costantemente rinnovate. Giorgio, storico, con il suo garbo e con il suo non comune spessore, e anche con la sua fatica del vivere che lo rendeva particolarmente sensibile e vicino, ci ha dato molto, al di là dei suoi studi. Per voi è certamene un grande vuoto, ma anche gratitudine per avere condiviso una lunga, intensa giornata insieme.
Un abbraccio
Teresa

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Da: francesco.somaini@tiscali.it <francesco.somaini@tiscali.it>
Inviato: lunedì 4 aprile 2022 08:53
A: mailinglist@sismed.eu
Oggetto: Re: [ML SISMED] Scomparsa Giorgio Chittolini
 
Prim'ancora che per la perdita del grande studioso, punto di riferimento imprescindibile per la medievistica italiana ed europea e per la cultura storiografica in genere, la scomparsa di Giorgio Chittolini significa per me la perdita del maestro con il quale mi sono formato, della persona che mi accompagnò per la prima volta in archivio, di colui con cui mi sono innumerevoli volte confrontato sui temi e gli argomenti più vari: a tu per tu, in genere sulle poltrone verdi del suo studiolo di via Madre Cabrini, o assieme agli altri componenti della "scuola" da lui fondata: in quegli appuntamenti a cadenza più o meno mensile con cui eravamo soliti ritrovarci a casa sua per discutere di saggi o di libri di cui ci assegnava tutti insieme la lettura. Una "scuola" molto particolare, peraltro, che non ha mai preteso di proporre a nessuno modelli interpretativi pre-definiti, ma solo, appunto, una consuetudine di confronto reciproco e di apertura alla discussione. Ma più ancora che per tutto questo, è in realtà per la perdita di una persona cara, alla quale ho voluto bene, che oggi provo un gran senso di vuoto e di malinconia. Un caro abbraccio a Franca, che è stata davvero grande nello stargli vicino nella malattia, e nell 'organizzare per lui momenti importanti di conforto, come quella bella giornata milanese dello scorso gennaio in cui in tanti, tra colleghi, amici, allievi ed estimatori gli abbiamo potuto rendere omaggio. E un abbraccio anche ad Irene, per la perdita del suo papà. Francesco Somaini. 

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Paolo Ostinelli Radiotelevisione Svizzera RSI

Bruno Figliuolo Nuova Rivista Storica


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